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Jean Fabre

Jan Fabre, I messageri decapitati della morte, 2006Jean Fabre è un eclettico artista di origine belga; nasce ad Anversa, nel 1958, e si forma all'Istituto di arti applicate e all'Accademia Reale di Anversa.

Esordisce nel 1978 nel campo della body art con l'opera My body, my blood, my landscape, originale performance in cui l'artista eseguiva disegni utilizzando il proprio stesso sangue come inchiostro. Con il tempo i disegni sono cresciuti in scala, fino a raggiungere le dimensioni monumentali delle opere realizzate con l’inchiostro blu della penna bic, con cui, nel 1990, ricopre un intero castello nei pressi di Anversa. In questi lavori, che lo hanno reso famoso al grande pubblico, Fabre ha unito l’amore per il disegno all’altra grande passione che ha ispirato la sua ricerca artistica: lo studio degli insetti, che racconta di avere ereditato dal bisnonno, il famoso entomologo Jean-Henri Fabre. ora bluLe opere di “bic-art” sono infatti ispirate all’“Ora Blu”, concetto usato dal bisnonno per definire il momento di passaggio tra la notte e il giorno, quando gli insetti notturni vanno a dormire e si risvegliano quelli diurni. Proprio da questo concetto trae ispirazione per realizzare la serie di tazzine L'Ora Blu per Illy Collection, nel 2006. Le sperimentazioni di Fabre attraversano tutti i campi dell'espressione artistica : si impegna infatti nella scultura, nel teatro, nelle performance estemporanee, sempre caratterizzato da un acuto senso polemico. Nel 2008 produce per illy una tazzina speciale dal titolo Art kept me out of jail (and out of museums) - L'arte mi ha tenuto fuori dalla prigione e dai musei, con cui affronta il tema del sacrificio caratterizzando il design della tazzina con i colori rosso e nero: il sangue e la passione contro la severità ed il rigore del nero, inteso come lutto. fabreOspite nelle più importanti rassegne internazionali (Biennale di Venezia, Biennale di Lione, Biennale di San Paolo, Documenta di Kassel, ecc.), F. ha pubblicato il suo Book of insects (1991), presentato disegni e sculture in numerose mostre personali e progettato installazioni che amplificano l'approccio simbolico della sua ricerca (A consilience, 2000, Londra, The natural history museum; Hortus conclusus, 2000, Montpellier, Carré Sainte-Anne; Umbraculum, 2001, Avignone, Chapelle Saint-Charles, Roma, Galleria comunale d'arte moderna e contemporanea) o sculture come Heaven of Delight nel Palazzo reale di Bruxelles (2002) o Totem a Lovanio (2004). Più recentemente, sue personali sono state allestite al Palazzo Benzon di Venezia (Anthropology of a planet, 2007) e al MAXXI di Roma (Jan Fabre. Stigmata, 2013).

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